Ogni volta che viene pubblicato un elenco dei lavori più pericolosi del mondo, taglialegna, metalmeccanico, elettricista e pescatore, di solito sono le professioni che compaiono. Ma, nessuna di queste professioni è pericolosa come quella di chi, all’interno di un lungo tubo cilindrico, vola attraverso l’aria, completamente privo di protezioni, e cerca di arrivare, sano e salvo, a terra. Come presto si vedrà, il Bureau of Labor Statistics ha recentemente registrato il lavoro più pericoloso in America con 127,8 decessi su 100.000 lavoratori. Beh, diciamo pure che tutto ciò è molto risibile rispetto ai tassi di mortalità che ha il mestiere di “uomo cannone”.

La palla di cannone umana entrò pubblicamente nella storia alla fine del 19esimo secolo. Nel 1871, un inglese di nome George Farini, sviluppò un meccanismo che chiamò “lanciatore”. Realizzato con potenti molle e gomma indiana, era semplicemente una piattaforma di lancio (a molle). Questo strumento, non sembrava per niente un cannone ma, in effetti, era in grado di lanciare le persone nel vuoto (o qualunque altra cosa fosse caricata sulla piattaforma).

Farini brevettò la sua creazione il 13 giugno 1871. Due anni più tardi, nel 1873, il “lanciatore” fece la sua prima apparizione pubblica in America (non è noto quando la macchina fu mostrata, per la prima volta, al pubblico inglese), al ben noto teatro di Broadway, Niblo’s Garden, a New York.

Farini, a causa del suo peso e del giro di vita non proprio da ballerino, non era l’uomo cannone. Lo era invece “Lulu,” un giovane minuto, vestito con abiti di donna, che George aveva addestrato per il lancio col cannone. Quando George lasciò andare il fermo che teneva la molla, Lulu volò per 9 metri in aria, per poi afferrare una barra di trapezio appesa al soffitto. La folla impazzì. George e Lulu ebbero un enorme successo e, da quel momento, iniziarono a viaggiare, proponendo il loro spettacolo di circo in molte città. Nel 1875, Lulu era conosciuta (effettivamente, il genere era maschile, ma era minuto e vestito da donna) come la “Regina dei trapezisti”. Ma, le loro performances sarebbero ben presto state eclissate da una nuova invenzione nel campo dei “proiettili umani”.

Secondo “The Australian Marvels”, non è chiaro chi fu il primo a fregiarsi del titolo di “proiettile umano”: Ella Zuila e George Loyal o la quattordicenne Matilda Richter, nota anche come “Zazel”. Secondo il sito web Circushistory.org, i primi furono i due australiani, che fecero il loro spettacolo a Sydney, nel 1872, con George che veniva sparato da un grande tubo cilindrico ed Ella che lo prendeva, appesa da un trapezio.

Altre fonti sostengono che fu Zazel la prima palla di cannone umana, quando eseguì lo stesso tipo di acrobazia, dal vivo, davanti ad un pubblico, presso il Royal Aquarium di Londra nel 1877. Più tardi, ella fu reclutata per far parte dello spettacolo di P.T. Barnum. Ma, naturalmente, se le date indicate sono giuste, la Zazel sembra essere arrivata soltanto seconda.

In entrambi i casi, la palla di cannone umana entusiasmò il pubblico. Il pericolo, l’emozione e il coraggio catturavano l’attenzione degli spettatori. I migliori circhi dell’epoca, tra cui di PT Barnum e Yankee Robinson Circus (dove lavoravano Zuila e Loyal), avevano questa attrazione; anzi, ben presto divenne un punto fermo ed insostituibile del loro show.

La macchina che lancia in aria il proiettile umano è, tutto sommato, piuttosto semplice. Infatti, il cosiddetto “cannone”, tecnicamente, non è affatto un cannone. La polvere da sparo, utilizzata comunemente nei normali cannoni, storicamente, non è mai stata utilizzata per lanciare i proiettili umani (anche se a volte, per effetto scenografico, la polvere da sparo è usata all’esterno, per il botto, in modo da rendere più verosimile lo sparo).

Aria compressa o, meno spesso, corde elastiche, vengono utilizzati per sparare i proiettili umani viventi. Come in ogni invenzione, i creatori sono reticenti e riluttanti a rivelare come è costruito il meccanismo ma, sostanzialmente, questi dispositivi tendono a lavorare come una catapulta. Molto semplicemente, nella canna viene immessa aria compressa, la quale spinge la piattaforma, su cui è posizionata la persona, con una pressione da 250 a 500 Kg per centimetro quadrato. La piattaforma si ferma all’imboccatura del cannone, ma il corpo umano prosegue il lancio, in alto nell’aria.

Viaggiando verso l’alto a 110 Km/h (il record mondiale è di 120,057 km/h), questi missili umani possono essere lanciati a 60 metri di distanza e raggiungere un’altezza di più di 22 metri. È stato anche verificato che queste persone, spesso svenivano a mezz’aria, a causa della forte accelerazione a cui il corpo è sottoposto (9 volte l’accelerazione di gravità terrestre). E, come se tutto ciò non fosse estremamente pericoloso, la fase più difficile della performane è l’atterraggio!

Prima del lancio gli acrobati, sia uomini che donne creano, con meticolosità ed attenzione, reti o bersagli gonfiabili, dove poter atterrare. Ma, questi atterraggi, che solitamente misurano circa 150 centimetri di lato, sono spaventosamente piccoli per una persona che fa un volo di 60 metri.

Prima dell’esibizione davanti al pubblico, i trapezisti posizionano i bersagli, inserendo manichini impagliati (con lo stesso peso degli uomini che si esibiranno) nel cannone, per vedere dove atterrano e se il bersaglio li può sorreggere. Se tutti i test vanno bene, si potrà procedere allo spettacolo. Nonostante tutti questi controlli e prove, il rischio è sempre molto alto e la possibilità che succeda una tragedia non è un evento così remoto.

Lo storico britannico, A.H. Coxe, una volta valutò che, delle 50 persone che si erano esibite, fino a quel momento, come proiettili umani, 30 erano morte. La maggior parte per non avere centrato la zona adibita all’atterraggio.

Altri sono stati gravemente feriti, come Rossa Matilda Richter, un ragazzina pioniere palla di cannone di 14 anni. Matilda si ruppe la schiena mentre lavorava per il Circo PT Barnum, per avere mancato il suo bersaglio. Nel 8 giugno 1987, Elvin Bale, durante un’esibizione per il Circo Barnum & Bailey, superò il suo obiettivo di atterraggio a causa del manichino bagnato (e quindi più pesante) che aveva usato come test. Finì paralizzato alle gambe. Matt Cranch, invece, fu ancora meno fortunato. Nel 2011, durante una esibizione davanti a duemila spettatori, (tra l’altro era la sua prima esibizione come proiettile umano), fu sparato in aria. Matt raggiunse l’altezza di 12 metri ma, nella discesa, perse l’equilibrio ed atterrò di testa. Morì all’istante.

Nonostante i pericoli, ci sono stati parecchi uomini-proiettile famosi e di successo. E, spesso, è stato un affare di famiglia. Come per la famiglia Zacchini, che solitamente lavorava per il Ringling Circus. Zacchini divenne, per la maggior parte del XX secolo, sinonimo di uomo-proiettile. A partire dal 1920, cinque dei sette fratelli della famiglia, si esibirono come proiettili umani. Tali esibizioni continuarono fino al 1990. I fratelli Victor e Hugo svilupparono una versione doppia (di coppia) dell’uomo cannone. Il fratello Mario, una volta, volò con una bicicletta.

Oggi, è la famiglia Smith, quella che detiene la maggiore celebrità riguardo alle esibizioni dell’uomo-proiettile. Principalmente, si parla di David Smith e di suo figlio, David Smith Jr. David senior detenne il primato mondiale del volo più lungo come proiettile umano, fino a maggio 2011, quando fu battuto da suo figlio che, ovviamente, divenne il nuovo campione mondiale. Verrebbe da dire, una battaglia tutta in famiglia!

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