Il solstizio d’inverno, dal latino solstitium, letteralmente “arrestarsi del Sole” o “Sole fermo”, è il momento in cui il pianeta Terra si trova in una particolare posizione lungo la propria rivoluzione attorno al Sole, ovvero il giro intorno al Sole della durata di un anno, nel quale si considera conclusa la stagione autunnale ed inizia quella invernale. Da tale punto il Sole riscalda ed illumina in maggior misura l’emisfero australe rispetto all’emisfero boreale. Nell’emisfero nord i raggi solari arrivano, infatti, molto inclinati, mentre al di sotto dell’Equatore risultano quasi perpendicolari. La bassa inclinazione del Sole determina che il suo percorso diurno nel cielo sia estremamente breve e, di conseguenza, le giornate risultino essere le più brevi dell’anno. La minore permanenza temporale del Sole nel cielo, unitamente alla bassa inclinazione dei raggi solari, determina le basse temperature tipiche della stagione invernale.

Insieme al solstizio d’estate ed ai due equinozi di primavera ed autunno, il solstizio invernale suddivide il tragitto della rivoluzione terrestre in quattro quarti, che la Terra percorre impiegando tre mesi ciascuno. Tali periodi di tre mesi rappresentano le stagioni. Il termine solstizio indica, quindi, il momento in cui il Sole si arresta nel suo punto più alto. Il fenomeno è determinato dall’inclinazione dell’asse di rotazione terrestre rispetto all’eclittica, il cammino apparente che il Sole traccia durante l’anno nel cielo. Il Sole raggiunge il valore massimo di declinazione positiva in occasione del solstizio d’estate, nel mese di giugno, mentre raggiunge il massimo valore di declinazione negativa in occasione del solstizio d’inverno boreale, nel mese di dicembre, corrispondente all’estate nell’emisfero australe.
L’inverno meteorologico è compreso tra l’1 dicembre ed il 28 febbraio, e comprende i tre mesi in cui generalmente si registrano le temperature più rigide dell’anno. A livello scientifico il solstizio invernale corrisponde invece all’inizio dell’inverno astronomico.
In termini astronomici, in tale periodo il Sole inverte il proprio moto nel senso della declinazione, ossia raggiunge il punto di massima distanza dal piano equatoriale. Il Sole raggiunge, nel suo moto apparente lungo l’eclittica, il punto di declinazione massima. Il buio della notte raggiunge la massima estensione, si verificano cioè la notte più lunga e il giorno più corto dell’anno. Nell’emisfero australe invece avviene esattamente il contrario.

Solstizio d’inverno: come funziona?

Per capire il funzionamento del solstizio invernale, estivo e dei due equinozi, è necessario partire da qualche semplice concetto di astronomia. Il Sole resta sostanzialmente fermo, mentre la Terra gira intorno ad esso e ruota contemporaneamente su se stessa. Tale condizione determina che, dal pianeta Terra, si veda il Sole sorgere all’orizzonte all’alba ed attraversare il cielo fino a toccare nuovamente la linea dell’orizzonte verso sera. Lo spostamento del Sole viene definito moto apparente, poiché è determinato in realtà da come si muove il pianeta Terra.
Equinozi e solstizi sono determinati dalla posizione del pianeta Terra durante la sua orbita intorno al Sole. L’equinozio ha luogo nel momento in cui si intersecano il piano dell’equatore celeste, vale a dire la proiezione dell’equatore sulla sfera celeste, e quello dell’eclittica, ovverosia il percorso apparente del sole nel cielo. Viceversa, al solstizio tali punto sono quanto più distanti ed il Sole a mezzogiorno risulta essere alla massima o minima altezza rispetto alla linea dell’orizzonte.
Solstizi ed equinozi avvengono in un momento ben preciso, che, a causa della durata differente dell’anno solare e di quello del calendario, può subire una variazione di anno in anno sull’arco di uno o due giorni. Il solstizio d’inverno ha luogo tra il 21 ed il 22 dicembre. Nell’emisfero australe, invece, le stagioni risultano essere invertite e con quello che noi siamo soliti definire solstizio invernale ha inizio l’estate.

Solstizio d’inverno: 21 o 22 dicembre?

Per tradizione popolare il solstizio invernale è abitualmente associato al 21 dicembre, ma in realtà non è detto che cada sempre in tale giorno. L’anno solare ha una durata di 365 giorni 5 ore e 49 minuti, mentre l’anno civile, essendo necessariamente costituito da giorni interi, si ferma a 365 giorni. Ciò significa che ogni anno di calendario viene perso un lasso di tempo di circa 6 ore, che determina uno progressivo disallineamento rispetto ai fenomeni astronomici a ciclo annuo. Per recuperare tale discrepanza, ogni quattro anni viene aggiunto un giorno all’anno civile. Ciò comporta che il solstizio si verifichi ogni anno circa sei ore più tardi rispetto all’anno precedente. In caso di anno bisestile, mantenendosi invariato l’aumento annuale di circa sei ore, si avrà un salto all’indietro di un giorno, grazie all’introduzione del 29 febbraio. L’imperfezione del nostro calendario determina che il solstizio invernale oscilli tra il 21 ed il 22 dicembre. Ma l’inserimento di un giorno intero ogni quattro anni non riporta le cose al proprio posto. Si aggiunge qualcosa di troppo che si recupera ogni quattrocento anni. Pertanto, sul lungo periodo, l’oscillazione delle date del solstizio invernale non si limita al 21 ed al 22 dicembre ma sfora talvolta sia al 20 che al 23 dicembre. Il solstizio si è verificato il 23 dicembre nell’anno 1903, dando inizio ad una serie ininterrotta di 36 anni in cui è caduto sempre il giorno 22 dicembre. La prossima volta che il solstizio d’inverno avrà luogo il 20 dicembre sarà nell’anno 2080, alternandosi con il 21 dicembre fino al 2101 per por sparire dal calendario per circa quattrocento anni.
Riassumendo, l’orario preciso in cui si verifica il solstizio d’inverno tende a ritardare di circa sei ore ogni anno, per poi ritornare indietro negli anni bisestili, ed è per questo motivo che il solstizio invernale può manifestarsi il 21 o il 22 dicembre.

Che cos'è il solstizio d'inverno - Santa Lucia - TOP5

Santa Lucia: si tratta davvero del giorno più corto che ci sia?

La tradizione popolare ci ricorda che Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia, come recita anche un famoso proverbio. La festa di Santa Lucia cade però il 13 e non il 21 dicembre. Fino all’anno 1582 era in uso il Calendario Giuliano che, a causa di una serie di errori di arrotondamento, aveva perso di una decina di giorni il sincronismo con gli eventi astronomici e stagionali. In tale periodo il solstizio d’inverno cadeva proprio intorno al 13 dicembre. La riforma del calendario attuata da Papa Gregorio XIII nel 1582 determinò la soppressione dei dieci giorni eccedenti riportando il solstizio al 21 dicembre, vale a dire la sua data tradizionale.
Ma il proverbio “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia” è tutt’oggi usato, benché impropriamente. La necessità di ricordare l’evento solstiziale e di adeguarsi al nuovo calendario ha dato origine ad un nuovo proverbio, molto diffuso nel Veneto: “San Tomìo, il dì più corto l’è il mio”. Nel vecchio calendario ecclesiastico il 21 Dicembre si ricordava San Tommaso.
Tuttavia, è doveroso precisare che intorno al 13 dicembre si verifica realmente una riduzione della durata dei giorni. Al solstizio il sole tramonta un paio di minuti dopo rispetto al giorno di Santa Lucia, ma l’alba si verifica qualche minuto dopo. Anche se il sole tramonta dopo, resta al di sopra dell’orizzonte circa 2 minuti in meno rispetto al giorno 13 dicembre.
In definitiva, al momento il giorno più corto dell’anno non è il 13 dicembre. Il giorno più breve dell’anno coincide con il solstizio invernale, in cui il sorgere del Sole avviene qualche minuto dopo rispetto al 13 dicembre, avendo luogo alle 7.35. Il Sole resta pertanto sopra la linea dell’orizzonte un paio di minuti in meno rispetto al giorno 13 dicembre.
Dopo il solstizio, la notte più lunga dell’anno, le giornate ricominciano gradualmente ad allungarsi ed il buio della notte inizia a ridursi poco alla volta fino al solstizio d’estate, nel mese di giugno, quando hanno luogo il giorno più lungo dell’anno e la notte più breve. Nel solstizio invernale, quindi, il Sole giunge nella fase più debole in termini di luce e calore, e sembra quasi precipitare nell’oscurità, mentre il 25 dicembre il Sole pare rivivere. (continua sotto…)

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