Che cos'è il solstizio d'inverno - Newgrange - TOP5

Solstizio d’inverno: simbologia

Il vischio

La pianta sacra del solstizio invernale è il vischio, simbolo della vita. Il vischio, sacro ai druidi e reciso dall’albero sul quale nasceva seguendo una cerimonia solenne e mistica, veniva considerato una pianta di emanazione divina. I Celti sostenevano, infatti, che il vischio fosse una pianta recata in dono dalle divinità e che fosse nato proprio nel punto in cui cadde un fulmine, simbolo della discesa della divinità sulla Terra. Il vischio venerato dai Celti era quello che si sviluppava sulla quercia, l’albero del dio dei cieli e della folgore poiché su di esso cadevano frequentemente fulmini. Si credeva che l’arbusto cadesse dal cielo insieme ai lampi. Tale congettura trova conferma nel nome “scopa del fulmine”, con cui viene indicato il vischio nel Canton Argovia, uno dei cantoni più settentrionali della Svizzera. Il vischio poteva essere reciso e raccolto esclusivamente dal sommo sacerdote, con l’ausilio di un falcetto dorato. Gli altri sacerdoti lo posavano in una catinella d’oro colma d’acqua e lo mostravano al popolo per la venerazione di rito. L’acqua che aveva bagnato il vischio veniva poi utilizzata per guarire i malati e consegnata al popolo, per preservarlo dalle malattie.
I miti che considerano il vischio strettamente collegato al cielo, alla luce ed alla guarigione di ogni male si trovano anche in altre civiltà del mondo, tra cui, per esempio, gli Ainu, un antico popolo abitante l’isola di Hokkaido nel nord del Giappone, ed in alcune tribù africane. Inoltre è doveroso precisare che tali usanze, chiamate anche druidiche, proseguirono anche dopo la cristianizzazione, specialmente in Francia. La natura del vischio, la sua nascita dal cielo ed il suo stretto legame con il solstizio non potevano non ispirare ai cristiani il simbolo di Gesù Cristo.
Presso le popolazioni gallo-celtiche era anche in uso un rito in cui le donne, immerse nella tenebra, aspettavano l’arrivo della luce portata dagli uomini, che accendevano il fuoco con delle candele per poi festeggiare alla luce emanata dallo stesso.

L’albero solstiziale

Sono origini estremamente antiche quelle che collocano il celebre abete nelle festività del solstizio d’inverno. I popoli germanici lo usavano nei riti pagani per celebrare il passaggio dalla stagione autunnale a quella invernale. In seguito prese piede l’usanza di bruciarlo nella stufa con un particolare rito, in modo tale da propiziare il ritorno della luce ed il calore del sole. Tra i tanti alberi la scelta ricadde specificamente sull’abete in quanto si tratta di una specie appartenente al gruppo delle conifere sempreverdi, che porta speranza nell’animo dell’uomo proprio perché non muore mai, nemmeno nel periodo più freddo e difficile dell’anno. Addobbare e decorare l’albero di Natale con le luci, creando mille riflessi, rimanda perciò al rituale del grande fuoco dell’abete ed è diventato un rituale domestico che porta fortuna ed abbondanza alla famiglia. In molte popolazioni europee, con il falò dell’abete veniva simbolicamente dato fuoco alla negatività del passato e le streghe riuscivano a decifrare nel fuoco i presagi per il futuro. L’abete rappresentava inoltre un simbolo fallico, di fertilità, forza, vitalità ed abbondanza, che veniva associato alle divinità maschili. Il solstizio d’inverno rappresenta il momento in cui la divinità maschile soccombe, per poi rinascere in primavera.
Per quanto riguarda l’Italia, la tradizione dell’albero di Natale prese piede nel corso del XIX secolo, quando la regina Margherita, moglie di Umberto I, ne fece allestire uno nel Quirinale, dove risiedeva la famiglia reale. Tale novità riscosse immediatamente grande successo e l’usanza si diffuse rapidamente tra le famiglie italiane. Un gran numero di leggende cristiane si sono sviluppate nel tempo intorno all’albero di Natale, come, per esempio, quella che narra di un fanciullo che si era smarrito in un bosco il giorno della vigilia di Natale si assopì sotto un grande abete, che, per proteggerlo dal freddo, si piegò su se stesso fino a racchiudere e cullare il bambino fra i suoi rami. L’indomani i compaesani trovarono il fanciullo che dormiva beatamente sotto l’abete, ricoperto da incantevoli cristalli luccicanti che brillavano alla luce del sole.
Ancora oggi, tra Natale e Capodanno, in molti paesi è un’usanza molto diffusa accendere un falò nelle piazze, in modo da attirare la gente e riunirsi intorno al fuoco per festeggiare insieme. Questo rappresenta ancora il momento in cui la notte diviene padrona e diventa necessario mantenere viva la fiamma della fede, che trionferà al mattino.

Newgrange, Irlanda

Più antica delle piramidi di Giza in Egitto e di Stonehenge in Gran Bretagna, la tomba a corridoio di Newgrange è un sito archeologico irlandese costruito fra il 3300 ed il 2900 a.C., che, insieme a Dowth e Knowth, fa parte del Brú na Bóinne, la dimora del fiume Boyne in lingua gaelica irlandese, uno dei più importanti siti archeologici di origine preistorica al mondo, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Situato nella valle del fiume Boyne, a circa 40 km dalla città di Dublino, Newgrange è il più antico dei monumenti allineati secondo un criterio astronomico esistente sul pianeta. Il nome anglosassone deriva dall’accostamento dei termini new “nuovo” e grange “fattoria”. Nascosto per oltre 4000 anni, Newgrange fu scoperto fortuitamente nel 1699 da un proprietario terriero e fu restaurato a partire dal 1972.
Il tumulo è cinto da una parete perimetrale realizzata in pietre di quarzo e da un cerchio più ampio, composto da 97 pietre, la più interessante delle quali è quella collocata davanti all’ingresso ed ornata con motivi a spirale ed a losanga. Tale pietra include anche un motivo a triplice spirale, rinvenuto esclusivamente a Newgrange e che si ripete nella camera funeraria. All’entrata, un passaggio lungo ben 19 metri porta ad una camera centrale a pianta cruciforme con tre vani, contraddistinta da una volta a thòlos in lastroni di pietra alti 6 metri, tuttora completamente impermeabili all’acqua. La pietra è rimasta pressoché intatta ed ha resistito alle intemperie per oltre 5000 anni. Sopra all’ingresso c’è un’apertura dalla forma quadrata che consente al sole di penetrare nel passaggio ed illuminarlo nel giorno del solstizio invernale, che coincideva un tempo con l’inizio dell’anno nuovo. Durante il solstizio d’inverno, uno stretto fascio di luce entra nel passaggio di ingresso ed illumina per pochi minuti la pietra con motivo a triplice spirale nella camera funeraria di Newgrange, che si trova alla fine di un lungo corridoio, inondando la camera di un mistico bagliore dorato. I raggi solari che penetrano nel passaggio verso la camera funeraria simboleggiano il risveglio della natura e la rinascita, infondendo nuova vita negli esseri umani, così come nelle sementi e negli animali. Esistono anche altre interpretazioni, secondo le quali, invece, i raggi del sole rappresenterebbero la promessa di una nuova vita per i defunti e, pertanto, il trionfo della vita sulla morte. Questo straordinario evento richiama ogni anno a Brú na Bóinne centinaia di visitatori e turisti da tutto il mondo.

Il solstizio invernale nella tradizione massonica

Per la Massoneria, permeata di riferimenti e simboli riconducibili alla tradizione mistica, l’appuntamento con i solstizi rappresenta l’armonizzazione con i ritmi della natura, scanditi dal moto apparente del Sole, che generosamente e senza alcuna distinzione illumina, rinforza e vivifica ogni forma dei quattro regni, minerale, vegetale, animale ed umano. Anche gli equinozi rappresentano dei punti focali di tale rituale della natura, ma la particolarità dei solstizi d’inverno e d’estate è rappresentata dall’effettiva inversione di tendenza per ciò che riguarda l’illuminazione del pianeta. Questi eventi astronomici costituiscono un’occasione per celebrare l’energia primaria della luce.

Google celebra il solstizio d’inverno

Per celebrare il cambio di stagione ed il giorno in cui la notte dura più a lungo per effetto della posizione del Sole, Google ha trasformato il proprio logo classico in un doodle animato raffigurante due mani intente a lavorare a maglia per realizzare un guanto colorato che va a comporre la scritta del logo del celebre motore di ricerca. Il solstizio d’inverno, che segna, dal punto di vista astronomico, l’ingresso nella stagione più fredda di tutto l’anno, si è verificato il 21 dicembre alle 17:11 ora di Greenwich ed alle ore 18:11 in Italia. Il prossimo solstizio si verificherà il 21 giugno 2014 con l’arrivo della stagione estiva, mentre il 20 marzo 2014 avrà luogo l’equinozio di primavera.

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