Tecnologia

Nero, bianco, verde, rosso, blu, arancione, marrone e grigio, il colore della guaina isolante su un filo elettrico indica generalmente il suo scopo. Così, prima di iniziare a trafficare con la nuova plafoniera, oltre a spegnere l’interruttore, è una buona idea quella di ripassare il significato del colore di ognuno dei fili che si sta per toccare.

L’elettricità residenziale negli Stati Uniti non iniziò con un sistema organizzato di fili a diverso colore e con proprie norme specifiche ma, poco dopo che Thomas Edison inventò la lampada elettrica (introdotta nel 1879), l’industria assicurativa iniziò ad emettere direttive sulla sicurezza e, nel 1881, il New York Board di Fire Underwriters rilasciò il primo set di norme, affrontando la capacità di isolamento e di installazione, ma non parlava ancora del colore dei fili.

Dal 1882, anche il Consiglio nazionale del Fire Underwriters (NBFU) adottò delle sue norme di sicurezza. Nel 1893, l’Associazione nazionale elettrica Underwriters, cercando di unificare e standardizzare i diversi orientamenti stabiliti in varie norme locali, scrisse un codice di norme nazionali per il cablaggio degli edifici riguardante l’energia elettrica e la relativa potenza.

Il primo codice elettrico nazionale (NEC) è stato prodotto dal NBFU nel 1897, anche se la questione della standardizzazione dei colori dei fili fece la sua comparsa solo nell’edizione del 1928. Lì, un requisito fu impostato per uniformare il colore dei fili di terra (chiamati “conduttori di messa a terra”), che dovevano essere soltanto di colore grigio.

Una codifica dei colori più approfondita è stata introdotta negli Stati Uniti con l’edizione del 1937 del NEC, dove un codice-colore fu istituito per definire i circuiti: i rami di tre circuiti avrebbero avuto i fili bianco, rosso e nero; per circuiti con più rami, si aggiungevano altri colori, tra cui giallo e blu.

Nel 1953, il NEC ha cambiato il colore di terra, che da grigio è passato a verde. Come conseguenza, questo colore (verde) è stato vietato per l’utilizzo nei circuiti.

La codifica a colori per più rami fu eliminata con il NEC 1971, perchè “non ci sono abbastanza colori per coprire tutte le variazioni per i sistemi e le tensioni.”

Oggi, negli Stati Uniti, i fili di terra possono essere verdi, verdi con una striscia gialla o fili nudi, i neutri possono essere bianco o grigio e i fili di circuito possono essere nero, rosso, blu, marrone, arancione o giallo, a seconda della tensione.

Si noti che questi colori sono la prassi standard negli Stati Uniti; altri paesi hanno istituito diversi codici (anche se nel Canada la codifica dei colori è molto simile). Ad esempio, Australia e Nuova Zelanda hanno gli stessi colori per i conduttori di terra come negli Stati Uniti (verdi, verdi con una striscia gialla e nudo), ma il loro neutro è nero o blu. Inoltre, qualsiasi colore può essere utilizzato per fili elettrici sotto tensione che non sia il colore di terra o del neutro Il rosso e il marrone sono raccomandati per la singola fase; il rosso, bianco e blu sono raccomandati per fili elettrici in multifase.

Nel Regno Unito, recentemente (2004), è stato cambiato il sistema dei codici, per uniformarlo a quello della International Electrotechnical Commission (IEC). Il filo di terra è rimasto lo stesso (verde con una striscia gialla), mentre il colore neutro, che precedentemente era nero, è passato a blu. Allo stesso modo, dove una vecchia linea monofase era rossa, ora dovrebbe essere marrone. Inoltre, è cambiata l’etichettatura e la colorazione delle linee multi-fase: L1, precedentemente rossa, ora è marrone; L2, precedentemente gialla, ora è nera e L3, precedentemente blu, ora è grigia.

Mentre la nascita del World Wide Web (WWW) può essere attribuita ad una sola persona, l’invenzione e lo sviluppo di internet è il risultato del lavoro di più persone che ci hanno lavorato sia singolarmante che in gruppo; il periodo è quello della Guerra Fredda tra gli Stati Uniti e l’URSS. Dopo che l’Unione Sovietica era riuscita a mandare il primo satellite nello spazio, lo Sputnik1 il 4 Ottobre del 1957, il governo Americano, anche per rispondere a fatti come questi, nel 1958 istituisce una nuova agenzia per lo sviluppo tecnologico, conosciuta oggi come DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency). L’obiettivo principale di questa agenzia era quello di evitare che L’URSS facesse progressi tecnologici senza che l’America ne fosse a conoscenza e studiare nuove tecnologie per sorpassare gli altri paesi.

Chi ha inventato internet - Licklider - TOP5
Uno dei padri di internet: J. C. R. Licklider

La necessità di scambiare dati e informazioni tra i centri di ricerca e le università portò alla definizione teorica di quello che oggi è alla base di internet; il padre di queste teorie è J. C. R. Licklider. La sua idea di base era quella di avere una rete di computer interconnessi tra di loro che potessero scambiarsi informazioni senza la necessità di collegare e configurare ogni singolo computer direttamente con un altro.

Il risultato di questa idea portò alla nascita di ARPAnet, una rete che collegava i computer presenti in 3 diverse università: MIT, Università di Santa Monica e l’Università della California.

Il periodo in cui nasce ARPAnet è importante per capire anche i requisiti che vengono sviluppati: il principale è quello di non avere un cervello centralizzato (che in caso di attacco nucleare potrebbe essere facilmente distrutto) ma di distribuire “l’intelligenza” della rete in ogni nodo. In questo modo anche in caso di distruzione di un nodo è possibile continuare a comunicare facendo girare il traffico su una strada diversa. Le basi teoriche di questa idea furono sviluppate dall’ingegnere Americano Paul Baran che pensò anche a come gestire l’invio delle informazioni: invece di mandare tutta l’informazione in una volta sola, si procede a suddividere l’informazioni in pacchetti più piccoli che vengono poi spediti nella rete.

Il primo utilizzo della rete ARPAnet risale al 29 Ottobre 1969 con una comunicazione tra UCLA e Stanford; come ricorda Leonard Kleinrock questo storico evento si svolse in questo modo:

Abbiamo telefonato ai ragazzi a Stanford, abbiamo scritto sulla tastiera la lettera L e chiesto:

“Vedete la L?”

“Si vediamo la L”, la risposta

Abbiamo scritto sulla tastiera la lettera O e chiesto:

“Vedete la O?”

“Si vediamo la O”, la risposta

Poi abbiamo scritto la lettera G e il sistema si è bloccato

Nonostante il piccolo problema iniziale questo è l’inizio della rivoluzione che in 40 anni cambierà il mondo.

L’email fu creata nel 1972 da Ray Tomlinson che implementò nella rete ARPAnet (che al tempo contava 23 computer interconnessi) la possibilità di mandare messaggi utilizzando il carattere @ per separare il nome di  chi deve ricevere il messaggio dal nome della rete in cui si trova.

Chi ha inventato internet - Vint Cerf - TOP5
1974: Vint Cerf and Bob Kahn pubblicano il documento che definisce il funzionamento del protocollo TCP

E’ nel 1974 che viene pubblicato ad opera di Vint Cerf and Bob Kahn il documento che definisce il funzionamento del protocollo TCP (Transmission Control Protocol, protocollo di controllo delle trasmissioni), che nel 1978 diventa TCP/IP (IP, internet protocol); tale protocollo è tutt’oggi utilizzato per far funzionare internet. Semplificando l’idea dietro questo protocollo si può dire che quello che fa è prendere il messaggio iniziale, dividerlo in pacchetti più piccoli e inviarlo tramite la rete; in fase di ricezione il messaggio iniziale viene ricostruito e nel caso che dei pacchetti si siano persi procede a richiederne il reinvio.

Un secondo tassello fondamentale per lo sviluppo di internet viene posto nel 1983 quando Paul Mockapetris propone l’utilizzo di un database distribuito che permetta di associare un nome ad un indirizzo IP; al tempo gli utilizzatori di ARPAnet si scambiavano un file di testo in cui era contenuta la lista degli indirizzi IP delle diverse università collegate. Con il crescere degli oggetti connessi la gestione manuale era oramai impraticabile. Paul propose l’adozione dei DNS (Domain Name System) per la gestione automatica dell’associazione indirizzo IP –  nome del dominio (ed è grazie a questo sistema che oggi possiamo raggiungere il nostro sito semplicemente scrivendo http://topcinque.com e non è necessario conoscere l’indirizzo IP che è qualcosa tipo 101.100.xxx.xxx).

Grazie alle tecnologie fino ad allora sviluppate nel 1989 Tim Berners-Lee inventa il World Wide Web, un sistema per distribuire le informazioni su internet. Quello che faceva unico questo sistema rispetto a quelli fino ad allora creati era la presenza di link all’interno delle pagine che permettevano il collegamento con altre informazioni all’interno della rete; era inoltre relativamente semplice implementare i web server e i web browser che tra l’altro erano stati rilasciati come risorsa opensource utilizzabile e modificabile da chiunque. Mentre costruiva questi nuovi oggetti che sarebbero diventati comuni nella tecnologia di tutti i giorni Tim Berners-Lee sviluppa anche il formato degli indirizzi URL, l’HTML (il linguaggio con cui sono costruiti i siti web) e l’HTTP (il protocollo alla base dei siti internet).

Un altro fattore che pesò enormemente sullo sviluppo di internet fu la rimozione dei vincoli all’uso commerciale di internet che avvenne a partire da quel periodo.

Su iniziativa del governo Americano, nel 1993, il team guidato da Marc Andreessen sviluppa Mosaic, uno dei primi browser (Al Gore al tempo Senatore fu promotore di questo progetto e si dice abbia detto riferendosi a questo fatto che “abbia creato internet”).

Mosaic non è stato il primo browser ma di sicuro il più famoso prima dell’arrivo di Netscape (che, tra l’altro, fu sviluppato da molti di quelli che avevano creato Mosaic).

Il primo browser è, di nuovo, merito di Tim Berners-Lee; il browser era molto valido ma aveva il grosso limite di funzionare solo su computer con sistema operativo NeXT (poco diffuso e molto costoso).

Praticamente Mosaic ripropose le funzionalità del browser di Lee rendendolo disponibile ad un pubblico molto più vasto.

Il resto, come si dice, è storia.

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